25 gennaio 2012
Una ventata policroma caratterizza un nuovo complesso commerciale e polifunzionale. Il vetro, che ricopre interamente le facciate, si tinge di tanti colori: il risultato è un pattern cromatico sempre diverso, che definisce volumi e percorsi.
Non è una formula matematica, è la formula vincente del nuovo business park di Milano situato in Piazza Maciachini, da cui prende il nome: Mac 567. Immaginiamo i colori della città, delle foglie e del cielo: ci sono tutti, in questo nuovo tassello di tessuto urbano. Parliamo dell’area della ex Carlo Erba, il cui stabilimento venne aperto nel 1867. Alla fine degli anni Ottanta la struttura industriale fu completamente smantellata, liberando un’area di circa 100.000 m2. La riqualificazione del sito è stata affidata allo studio berlinese Sauerbruch & Hutton, che ha progettato il centro direzionale. All’interno dell’area sorgono anche un Auditorium Teatro (progettato da Italo Rota), un centro fitness, spazi commerciali, un museo e un food park (progettato da Paolo Pasquini). Questo parco polifunzionale è perfettamente allineato con i concetti di sviluppo urbano ecosostenibile e utilizzo di materiali ecocompatibili ribaditi per Expo 2015. Il tutto alla ricerca della perfetta fusione tra business e benessere. L’architetto Matthias Sauerbruch ha dichiarato: “Il progetto Maciachini rappresenta una sorprendente trasformazione da una storica zona industriale a un’area di città gioiosa. Il quartiere avrà un parco pubblico e nuovi servizi e i nostri uffici daranno a tutta la zona un’atmosfera inaspettata e allegra. I colori tradizionali dell’Italia combinati con la moderna tecnologia del vetro creeranno un’architettura unica, invocando il passato, il presente e il futuro”. È lo stesso Sauerbruch che indica il binomio vetro-colore come l’elemento che rende possibile una “nuova architettura”, sorprendente nella sua unicità. E lo applica appieno nel Mac 567 con un linguaggio personale fatto di essenzialità, uso del colore e attenzione all’ambiente e al risparmio energetico. Il complesso è composto da tre grandi edifici. Due di questi, il Mac 5 e il Mac 6, si interfacciano grazie a una struttura in vetro trasparente, della stessa altezza degli edifici, che funge da trait d’union. Essa garantisce i collegamenti tra i due corpi a ogni piano e ospita anche i collegamenti verticali, diventando un luogo di scambio pluridirezionale. Un passaggio pedonale a uso pubblico unisce l’edificio Mac 7 con il corpo Mac 5&6. Ma la grande forza e il potente impatto del progetto risiedono nelle facciate in vetro. La tavolozza dei colori dei vetri ricorda quella utilizzata dagli stilisti e spazia dai colori caldi terrosi e autunnali ai colori freddi di cieli e metalli, passando per la gamma dei verdi e dei gialli che tanto richiamano gli alberi e la mutevolezza del loro fogliame. Tutto ciò è reso possibile da un processo di retroverniciatura che regala all’intero progetto luce e colore. Utilizzato con sistema “a doppia pelle”, il vetro è protagonista dello strato esterno e di quello interno.
La pelle esterna è composta da vetro a frangisole serigrafato a micropuntinatura in trenta colorazioni diverse. Questi frangisole, orientabili secondo l’angolo di incidenza dei raggi solari, proteggono e schermano l’ambiente interno, consentendo un elevato risparmio energetico. Tra le due superfici scorre l’aria, che permette all’ambiente abitativo interno una ventilazione naturale. E ciò secondo i principi di una architettura ecologica e sostenibile. Il vetro serigrafato, montato su profili in alluminio, riveste sia i frangisole orientabili che i parapetti continui a pannelli fissi, utilizzando cellule modulari aventi lo stesso grado di trasparenza. Il risultato è la perfetta omogeneità visiva e strutturale delle facciate, che permette il superamento della barriera interno-esterno, creando una ideale continuità tra “dentro e fuori”. Per queste sue caratteristiche, Mac 567 ha ottenuto la Breeam, che è una delle principali certificazioni internazionali per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici. L’ultima caratteristica che rende Mac 567 particolarmente d’attualità è il suo inserimento all’interno del progetto “Raggi Verdi” del Comune di Milano. Esso consiste nella realizzazione di percorsi urbani ciclabili che collegano il centro città con il sistema dei parchi periferici. In questo caso verrà collegata la stazione Maciachini della metropolitana con il Parco Nord. E Mac 567 realizzerà al suo interno il primo “raggio verde”.